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Partite IVA in Calo, non tra Giovani e Donne

Calano i Lavoratori Autonomi ma aumentano le donne e i giovani che iniziano un'attività

Una "geografia" articolata sul mondo delle partite iva. E' questo quello che viene fuori dall'ultimo Rapporto, a cura del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. Dati alla mano, se le partite iva, risultano complessivamente in calo nei primi otto mesi dell'anno, resta il fatto che, ad agosto, si segnala una certa ripresa di una parte del mercato del lavoro che resta comunque abbondamente trainato da giovani e donne, in particolare dagli under 35. Quanto emerge dalla rilevazione del dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, mostra che vi sono 389.372 nuove partite iva aperte tra gennaio e agosto, in leggera flessione (-3,7%) rispetto allo stesso periodo del 2010.

Guardando dentro i numeri scopriamo, in particolare, che ad aprile maggio e agosto le nuove aperture del 2011 hanno superato quelle del mese corrispondente dell'anno scorso, mentre negli altri mesi c'è stato un andamento negativo. "A gennaio-agosto - spiega il Tesoro - il 74% delle nuove aperture è collegato a persone fisiche, il 17% a società di capitali e l'8% a società di persone. Da un punto di vista regionale, circa 172 mila nuove partite iva sono state aperte al Nord, 88 mila al Centro e 130 mila al Sud.

Da un punto di vista dei settori economici, invece, il maggior numero di nuove aperture sono rilevate nel commercio (88 mila) e attività professionali (61 mila). Il settore dei servizi di alloggio e ristorazione è l'unico con un numero di aperture (29 mila) in sensibile aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (+1%).

Per le persone fisiche, come detto, si segnala una prevalenza della componente femminile del mercato del lavoro. Il 50% delle nuove partite iva è stato aperto da giovani fino a 35 anni: in particolare ad agosto ci sono state circa 6.800 nuove aperture da parte di giovani, con un +7% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, in controtendenza rispetto all'andamento delle fasce di età sopra i 35 anni.

"Questa accelerazione - conclude il Tesoro - può essere stata influenzata anche dall'introduzione, con la manovra di luglio, del nuovo regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile, che prevede un'imposizione sostitutiva del 5% del reddito in luogo dell'Irpef, delle addizionali e dell'iva, oltre alla non applicabilità dell'Irap".

Se per il governatore Mario Draghi, "la bassa crescita dell'Italia degli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni", resta un problema di fondo, per quanto riguarda il lavoro a partita iva, "che non può essere vissuto - spiega il segretario nazionale Felsa Cisl, Alessandro Lotti - solo come un escamotage per abbassare i costi e fare così dumping sociale". "Uno degli effetti della crisi che deve essere contrastato con forza - sottolinea - riguarda infatti le tante collaborazioni a progetto che riguardano giovani e vengono lasciate scadere dalle aziende per poi chiedere agli stessi lavoratori di aprire delle partite iva".

Articolo già Pubblicato sul Giornale della CISL "Conquiste del Lavoro"

 

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